Buon compleanno Hammerfest

Dal 15 al 23 luglio si è festeggiato il compleanno di Hammerfest. Si dice che la città sia stata fondata il 17 luglio 1789, mentre la Francia era in rivoluzione. Il giorno è precisamente quello perché documenti storici così datati citano che il re danese Christian VII garantì lo status di città con 20 anni di esenzione dalle tasse e distribuzione di terra ai nuovi cittadini. Orgogliosamente la data è riportata nella facciata del municipio ma in realtà le prime tracce di insediamenti risalgono a circa 8000 anni prima di Cristo e sono visibili sul lato orientale dell'isola su due spiagge. 
Tutti gli anni intorno a questa data quindi si festeggia! 

Il programma della festa era solo online e in sommario in dei cartelli in giro ma niente volantini. Lungo il molo in centro è stata montata una grande tenda bianca dove si sono svolte cene e concerti, tutti a pagamento. Due giorni c'è stato un festival del cibo con prodotti locali, ma in orari limitati e non sono riuscita ad accaparrarmi il salmone affumicato selvaggio. Sabato 15 la festa si è aperta con una corsa per sole donne di circa 4 km dal centro al lago principale; grande atmosfera di festa in paese, le prime donne sono arrivate dopo 20 minuti , alcune "correvano" spingendo il passeggino e altre vestite da indiane. 

Oltre a queste iniziative l'associazione naturalistica locale ha organizzato delle escursioni guidate ai monti principali della zona. Ed espressamente per i bambini il lunedì 17 parata delle bambole in passeggino con la banda, gelato e cupcakes gratis, tre pomeriggi di luna park e festival dei bimbi sull'isola di Seiland, che fa parte del comune di Hammerfest ed è a circa 15 minuti di traghetto.


Riflettendo un po' su questa festa e confrontandola con le feste o sagre a cui sono abituata nel Chianti, direi che l'aspetto gastronomico è decisamente meno presente. Le attività collaterali sono simili: qua escursioni a piedi, da noi più spesso sono percorsi in bicicletta. La differenza più grossa forse è negli eventi per bambini e famiglie: a Seiland si poteva campeggiare e partecipare a passeggiate ed attività per 4 giorni, per finire con il festival vero e proprio la domenica. Questo è anche un bel modo per far visitare una parte remota del territorio comunale, l'isola si raggiunge solo in traghetto e ce ne sono circa 4 al giorno.

Il barnefestival a Seiland
Domenica siamo andati al festival dei bambini a Seiland. L'organizzazione del comune prevedeva un bus dal centro al molo per prendere il traghetto delle 9.30 e poi un bus all'interno di Seiland per raggiungere la location del festival a 17 km dal molo. Lo scrivo esplicitamente perché mi pare un dettaglio importante per far capire come qua si cerchi di permettere a tutti di partecipare e al tempo stesso avere un impatto ambientale ragionevole. Nonostante ciò, diverse famiglie avevano optato per la macchina ed il traghetto ha effettuato corse extra. Pensando alle code estive italiane in uscita dalle città o anche solo dai parcheggi a Follonica... niente di paragonabile. 



Noi siamo andati in macchina al traghetto ma poi l'abbiamo parcheggiata, andando a piedi sul traghetto con i bambini sul carrello della bici che può anche essere spinto. A Seiland siamo saliti sul bus e ci siamo goduti quasi 30 minuti di viaggio: prati verdi, acqua limpidissima, baie protette e calme, paesaggio alpino al livello del mare, un vero spettacolo! 

Il festival comprendeva diverse attrazioni: ricerca dell'oro (pietruzze finte) nel fiume, animali della fattoria, laboratorio di intaglio del legno per i bimbi da 6 anni in su, ospedale per i peluche (non ha riscosso grande successo con il Leone), tenda Sami (questa gli è piaciuta di più), cattura della renna (finta) con la corda, pittura del viso, giochi d'acqua, passeggiate a cavallo e in barca, su Elias, una barchetta protagonista di un cartone animato. Neanche a dirlo, pølse (würstel) e hamburger come cibo ma anche salmone, come si usa al nord, gelati e torte venduti all'interno della scuola.  L'attrazione che ha divertito maggiormente Mattia Leone è stata però una banale montagna di terra dove si è arrampicato scalzo decine di volte ed altrettante è sceso scivolando. E ha dato esempio a tanti altri bambini! Ha praticamente cambiato colore, tanto si è sporcato, ma si è divertito. E vorrei precisare che nessun genitore ha obiettato per lo sporco o lo stare scalzi... sono bambini ed è "normale" e "giusto" che lo facciano. 

Commenti

  1. Ciao! Mi piace moltissimo il tuo blog, è affascinante e d’ispirazione leggere di come si vive lassù! Non scrivi più??

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  2. Grazie Cris! Purtroppo non sono riuscita a ritagliare del tempo per scrivere ma conto di farlo presto. Stay tuned!

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