Ho un figlio vichingo

Dopo le ultime nevicate posso confermare che Mattia Leone è un piccolo vichingo. 
Il Leone in versione da escursione o viaggio,
con il suo zaino da 12 litri
Si riposa nella neve
Già avevamo ampi indizi quali l'andare a dormire alle 20 (ma anche prima se mangiassimo prima!) e svegliarsi alle 6 ogni santo giorno, senza fine settimana, feste etc.. Ama il pane, soprattutto scuro con farine integrali e semini, ma senza niente sopra, il che lo differenzia dai bimbi norvegesi che mettono sopra patè di fegato, formaggio, peperone, patè di bacon e altre cose sanissime! Al massimo il Leone si concede un po' di burro spalmato, di quello morbido, con una percentuale di margarina che si spalma bene! Inoltre è un gran camminatore, soprattutto quando va in gita con l'asilo e adora stare fuori all'aperto, spesso il pomeriggio, dopo che è già stato fuori almeno due o tre ore, ci fermiamo un po' a giocare davanti a casa e non vuole rientrare. 
Quando è stufo di stare in casa indica la giacca e inizia la procedura della vestizione, che ormai accetta di buon grado, anzi, collabora!
Ora che ha fatto pratica con il freddo non si ferma nemmeno davanti a 60 centimetri di neve, anzi, la adora, ci si sdraia, ci entra dentro e si siede e soprattutto la mangia! Sí, lui che non mangia quasi niente a tavola quando vede le stalattiti scendere dai tetti le indica ed esclama "Buono!". 
Non parliamo poi del suo amore per la slitta... Quel pezzo di plastica verde lo ha fatto felicissimo e sta diventando il suo mezzo di trasporto preferito, prima di trattore, macchina, aereo e barca. E che dire, disegna il sole, chiamandolo "sola" (in norvegese) e si eccita quando lo vede, perché qui, dopo il buio, anche il sole non è scontato, fin da bambini.

Passeggiata domenicale con la slitta

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