Cristo si è fermato al 70^ parallelo

Siamo ad Honningsvåg, il paese più vicino a Capo Nord, bloccati da una valanga e dal maltempo che ostruiscono le strade. Tutte le strade della zona, e per zona intendo centinaia di km, sono chiuse perché il vento accumula neve sulla carreggiata tanto da rendere impossibile il passaggio. Anche il ponte di Hammerfest stamani era chiuso ma ora è stato riaperto. In più una strada qui vicino è stata interrotta da una valanga.
Nonostante le previsioni meteo avverse ieri mattina abbiamo deciso di partire con il bus (invece che con la nostra auto) organizzato dai colleghi di Amine con la speranza di arrivare a Capo Nord. Le strade ieri erano già chiuse ma in giornata erano state riaperte e l'autista era positivo. Invece, arrivati all'ultimo checkpoint prima del capo, nessun convoglio partiva perché troppo pericoloso. In effetti abbiamo fatto gli ultimi km immersi nel bianco della neve, sia in terra che dal cielo, tanto che sembrava di essere in aereo tra le nuvole più che in pullman. Cumuli di neve che sballottavano il bus a destra e sinistra, vento forte che scagliava neve e ghiaccio sui finestrini... e dopo una curva cielo azzurro con qualche nuvola, poi di nuovo vento e neve, il tempo cambiava minuto dopo minuto. 
Allora abbiamo deciso di andare in hotel e riprovare oggi, ignari che sarebbe stato ancora peggio e che anzi saremmo rimasti bloccati. Ma intanto c'era in programma anche una bella cena di granchio reale seguita da una visita al pub. Peccato che il ristorante in inverno sia chiuso e che il pub sia chiuso nel weekend! D'altra parte Honningsvåg è un paese di circa 3000 abitanti isolatissimo, non ci sono centri più grandi nel raggio di 200 km. Viene toccato da tanti turisti verso Capo Nord ma principalmente in estate. È una tappa dell'Hurtigruten, che porta tutti i giorni un po' di vita tra le 12 e le 15. Alcuni edifici sono abbandonati e decadenti, segno della povertà o comunque della ricchezza solo recente del Finnmark. Insieme a case di legno curate e moderne ci sono edifici squadrati di cemento, vecchi e poco attraenti. Tante barche di pescatori nel porto e anche due rimesse per reti e attrezzature varie in cui si vede il pesce ad essiccare. E neve e ghiaccio ovunque. Tutti hanno lo spark, è più comune delle macchine. Ma soprattutto il paese è chiuso tra il mare e la montagna, giace in un'insenatura con montagne anche oltre il mare. Insomma ti senti proprio intrappolato, senza via di fuga nemmeno con lo sguardo. Inquietudine e tristezza sono i sentimenti prevalenti per me, mi sembra che non ci sia speranza qua, tutto è fermo e non c'è via d'uscita.
In realtà c'è anche l'aeroporto....

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