Amo il giovedí

Marzo è un mese di transizione in cui le giornate allungano velocemente e da nove ore di luce si passa a quattordici. La differenza si vede: i pomeriggi sono più lunghi dopo l'asilo e la mattina alle 6 è già pieno giorno e sentiamo il bisogno di attivarci e iniziare la giornata. A dire il vero per noi spesso inizia anche prima, intorno alle 5 quando il Leone fa il primo ruggito. La sua attitudine poco notturna è sempre stata evidente ma in questa zona estrema con giornate cortissime o lunghissime è pure accentuata. Chissà cosa ci aspetta quando il sole non tramonterà!

Mentre i fine settimana sono particolari, per la presenza di Amine in primis e poi perché cogliamo l'occasione per viaggiare e visitare i dintorni, la settimana scorre abbastanza tranquilla con una certa routine. Amine porta Mattia Leone all'asilo, io sto con Sara in casa o andiamo in centro a fare spese e passeggiate, qualche volta mangiamo alla mensa da Amine, qualche volta viene lui a pranzo a casa; verso le 15:45 io e Sara andiamo a prendere ML all'asilo e cerchiamo di arrivare incolumi alle 19 quando rientra Amine e mangiamo. Per le 20, 20:30 il Leone dorme, Sara non troppo più tardi. Non sappiamo poi cosa ci riserva la notte, sempre un po' agitata e mai "intera".

Il giovedì però è un giorno speciale perché io e Sara abbiamo altri impegni, alle 12 andiamo a baby singing alla Chiesa e da un paio di settimane subito dopo andiamo a lavorare a maglia con un gruppo di donne. Sono due occasioni per parlare un po' di norvegese e fare amicizie. 
Alla Friviligsentralen vanno soprattutto rifugiate che sono qua da poco e hanno bisogno di imparare la lingua; insieme ad esperte norvegesi (un po' attempate) chiacchieriamo e sferruzziamo (snakker og strikker)  sotto la guida dell'energica Trine, la responsabile. Trine è vulcanica, lavora i ferri e l'uncinetto con maestria, canta e suona la chitarra, fa tatuaggi e piercing e tutta questa energia sta in un metro e sessanta scarsi! Qualunque cosa manuale lei la sa fare, intanto ci parla di Hammerfest, della sua vita da single con un figlio, ci insegna nuove parole e corregge i nostri errori, sia di pronuncia che ai ferri! Ieri mi sono ritrovata a parlare di poligamia in norvegese con donne somale e siriane... ecco mai me lo sarei immaginato.
Quando tutte se ne sono andate Trine ha imbracciato la chitarra e si è messa a suonare e cantare. Il pomeriggio infatti suonava al centro commerciale in occasione del decimo anniversario e siamo andati a sentirla.
E lí abbiamo trovato dei bambini dell'asilo e ML ha giocato con loro mentre ascoltavamo il concerto. Insomma, ho avuto l'impressione di avere una rete di relazioni intorno a me e di avere una vita "normale" qui a Hammerfest. 

Grazie Trine per averci invitato al concerto e grazie per trasmettere questa energia, in Inghilterra ti definirebbero "inspiring" e per me lo sei davvero!

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